lunedì 9 aprile 2018

#Italians

#Italians.
Dopo le guerre d'indipendenza, lo statista austriaco Metternich affermava con disprezzo che il nostro Paese era solo un'espressione geografica. Tanto da indurre Cavour a rispondere:- fatta l'Italia è necessario fare gli italiani.
Siamo quel che siamo: un popolo più consapevole dei suoi doveri che dei suoi diritti, che ama fregare e fregarsi, improvvisare, arrangiarsi, rassegnarsi per l'eternità, possedendo una pazienza infinita. Soprattutto credo che siamo quel che siamo perché nessuno ci ha mai insegnati a essere diversi. Dico queste cose con profondo rincrescimento, non certo per cinismo o per scarso amor di patria.
Ci dividiamo su tutto; una marca di moto, una squadra di calcio, un dio che nessuno ha visto mai, una confessione religiosa, una canzone.
Il dono dell'intelligenza, della riflessione, della meditazione, lasciati da parte per seguire gli istinti più bestiali.
Sfilano strade sordide e buie, le fermata dell'ultimo autobus nella squallida periferia, e memorie di piccoli ladri di moto, attori di mezza tacca, facce di tristi casanova senza un soldo in tasca, sguardi intessuti di niente.
Ognuno col suo dolore segreto, ognuno con la sua tristezza, ognuno coi suoi pianti graffiati agli intonaci di camere da letto piene di sogni che non si avverano, ognuno con la sua solitudine amara, ognuno con la sua umanità che muore. " La mia generazione ha visto le strade, le piazze gremite di gente appassionata, sicura di ridare un senso alla propria vita, ma ormai son tutte cose del secolo scorso, la mia generazione ha perso."
G.R.