sabato 22 luglio 2017

#Quel treno per Pescara

#Quel treno per Pescara.
Erano anni che non prendevo un treno. A Bologna sono costretto a cercare il modo più rapido per tornare a Pescara. Faccio il biglietto e il treno è stracarico di gente di ogni specie. Tutti a smanettare i loro congegni senza mai alzare gli occhi. Puoi anche crepare: non se ne accorgerà nessuno. Quelle facce di merda mi ricordano...quando c'erano i fanatici rossi, sempre con la furia al culo e cattivi come la merda dei carcerati. Poi i superbi che viaggiavano in testa ai cortei, tanto impettiti da tagliare l'aria con le chiappe. Costoro presumevano di sapere tutto; persino come si soffia il naso alle galline. Infine c'erano i fanfaroni che, con le loro ciance, arruolavano i più stupidi. Penso che ho speso una vita intera a difendere i diritti di questa sottospecie umana. Li vorrei vedere tutti giustiziati. A stento, con il contributo fattivo del capotreno, trovo un posto a sedere. Con la febbre a 39, tutto sudato, appena operato alla mano, mi rendo conto, finalmente, in che mondo vivo.
G.R.