mercoledì 29 marzo 2017

UNA STORIA NERA

In un Paese cattolico ti insegnano a soffrire in silenzio. A non dire che in casa stai vivendo l'inferno. Un occhio nero, lividi su gambe e braccia e tanta vergogna che le persone possano giudicare la tua vita, le tue scelte. Che possano puntare il dito e inchiodarti al tuo fallimento.
In un Paese cattolico ti insegnano che la sofferenza rende migliori. Ti insegnano che dalla sofferenza si impara, che bisogna accettarla. Falso. La sofferenza rende infelici, tristi e rende peggiori, sempre. In un Paese cattolico ti insegnano che i figli devono avere due genitori e possibilmente devono stare insieme, costi quel che costi. Spirito di sacrificio: cos'altro serve per la convivenza? E l'amore è una parola che la saggezza popolare ti insegna a pronunciare con diffidenza.
Antonella Lattanzi scrive "Una storia nera". Nera perché cattiva. Nera come il buio che offusca i pensieri, che trae in inganno, che porta a travisare la realtà, a perdonare la violenza, ma solo apparentemente, perché poi l'odio, il risentimento e il rancore diventano energia deflagrante che non può essere sedata.