martedì 24 gennaio 2017

#Abruzzo: Help

 
#Abruzzo: Help
Attività produttive perse, case inagibili, campi, vigneti, oliveti, stalle, piccoli laboratori, dispense accantonate per star tranquilli, infradiciate e da buttare, negozi, scuole, chiesette, campetti, zone ricreative, presidi sanitari sperduti, perduti come certi paesini.
Tutta una rete di rapporti emotivi, affettivi, sicurezze e consuetudini saldate nel tempo, saltate, smagliate; tutta una microeconomia in ginocchio quando non scomparsa. U
na economia generale ai minimi storici, evaporata via, lavori persi, lavoro ancora più arrancante, più precario.
La conta delle vittime, dirette e indirette, i malati cronici assistiti alla meno peggio, anziani al freddo, bambini piccoli vulnerabili resi ancora più vulnerabili, la conta dei danni sarà lunga.
Certo, non fa lacrimuccia immediata, ma anche a questo stanno lavorando indefessi i dipartimenti preposti, i corpi dello stato, il personale medico e paramedico e tutti i corpi di Volontariato, che spesso senza aiuti dall'alto, si formano, si preparano, a spese dei Volontari stessi, per essere pronti a rispondere tempestivamente, efficacemente, con competenza ed umanità all'emergenza creata da un simile disastro.
È tutto un territorio devastato e in ginocchio, anche ciò che non fa show per gli #sciacalli dell'audience e i voyeurs del dolore.
Quello altrui, #naturalmente.