giovedì 21 marzo 2019

Bruce Springsteen - Streets of Philadelphia (Official Music Video)

Altre 100.000 bocche da sfamare.

Altre 100.000 bocche da sfamare.
Quota 100 ha regalato a questo ingrato e cinico Paese altre 100.000 bocche da sfamare a babbo morto. Sono oltre centomila i nuovi pensionati. Come non bastassero quelli che ci sono già. Oltre ai milioni di #falsi invalidi a cui, i Massoni Infami, regalano sussidi in cambio di voti.
A questi neo centomila Nullafacenti si aggiungeranno altri 5 milioni di utenti da reddito di Sudditanza. Tutti soldi presi a prestito che ci faranno crollare di brutto.
I cinesi si stanno comprando tutto; dalle squadre di calcio alla Pirelli. Dai grandi marchi alle imprese decotte. Porti compresi.
Quei pochi che continuano a lavorare si dovranno portare il peso di una marea di Nuovi Parassiti. Difatti le tasse aumentano a vista d'occhio. I Comuni si reggono sulle #multe e sulla #monnezza.
Se questo era il Nuovo che avanza - il cambiamento - malediremo il giorno che abbiamo inviato la Lega e i 5 Stelle a governare questo Paese.
Che, a detta di tutti, non ha più alcun futuro.
Se non la bancarotta.
G.R.


#Perdona loro perché non sanno quello che fanno.

#Perdona loro perché non sanno quello che fanno.
- I personaggi più odiati, in Italia, sono i politicantes. A buon ragione.
- Hanno fatto arrivare, nel nostro Paese, oltre 7 milioni di persone senza arte ne parte che vivono elemosinando a ogni angolo di strada. Di fronte ad ogni negozio, bar, attività, c'è un migrantes che ti chiede denaro e, se non gli dai qualcosa, ti fa sentire una merda. Un altro milione di loro si sono dati allo spaccio, a rubare, a commettere reati di ogni genere. Le stazioni, le piazze sono zone out per i cittadini perbene.
Ma, i politicantes, hanno altri grandi peccati da farsi perdonare. Tra questi l'enorme debito pubblico che ci strozza, le tasse smisurate, la mancanza totale di ogni servizio pubblico. Sanità prima di tutto. Quando devi combattere una povertà diffusa, e sei pieno di debiti, non puoi dare un reddito di #cittadinanza a cani & porci con soldi presi a prestito. 
Dovresti investire sulla cultura, la formazione, la scuola e la ricerca.
Il #buon senso del padre di famiglia è andato a farsi fottere per correre dietro ai voti e al potere che ne deriva. Nei confronti del continente Africano abbiamo commesso, e commettiamo, ingiustizie immonde. Ma, tutto questo, non si risolve facendo arrivare, sullo stivale, tutti i miserabili della Terra.
Ne con #Boldrini Ne con #Salvini.  Tra le due posizioni estreme esiste una via di mezzo che nessuno vuole praticare. Troppa fatica pensare.
Chi ha autorizzato a guidare un Bus pieno di ragazzi delle medie a un pregiudicato, condannato per reati immondi? Chi doveva controllare dov'era?
Come faceva ad essere autista di un Bus un personaggio del genere?
Gli immigrati ci odiano; vedono il tenore di vita degli Italians, le auto, i Suv e i loro occhi trasudano un odio smisurato. Altro che integrazione.
Di fronte alla ignoranza endemica, ai pregiudizi, ogni ragionamento va a fasi fottere. Se lo dovrebbe ricordare anche Papa Francesco che ha perso ogni visione dell'esistenza cristiana.
In questo modo si alimenta solo la decadenza, la criminalità, l'anarchia.
G.R.


mercoledì 20 marzo 2019

L'adorazione delle apparenze

Le masse saranno sempre al di sotto della media. 
La maggiore età si abbasserà, la barriera del sesso cadrà, e la democrazia arriverà all'assurdo rimettendo la decisione intorno alle cose più grandi ai più #incapaci. Sarà la punizione del suo principio astratto dell'uguaglianza, che #dispensa l'ignorante di istruirsi, l'imbecille di giudicarsi, il bambino di essere uomo e il delinquente di correggersi. Il diritto pubblico fondato sull'uguaglianza andrà in pezzi a causa delle sue conseguenze. Perché non riconosce la disuguaglianza di valore, di merito, di esperienza, cioè la fatica individuale: culminerà nel trionfo della feccia e dell'appiattimento.
 L'adorazione delle apparenze si paga.




L'IMBECILLE DEL TERZO MILLENNIO


Sempre caro mi fu questo ermo colle

Sempre caro mi fu questo ermo colle.
IL MIO INFINITO.
Casoli è la frazione più grande del Comune di Atri, sita su un colle in una posizione strategica sul Fiume Vomano, a 186 mt slm. con circa 1500 abitanti.
Attualmente, il colle di Casoli di Atri sovrasta il dolce pendio che porta alla costa teramana e alla vallata del Vomano, dove si sono sviluppate delle industrie.
La storia e l’evoluzione socio – economica del territorio di Casoli, sono da sempre legate a quelle del territorio atriano.
L’attuale Casoli di Atri nasce dall’evoluzione medievale a borgo fortificato in collina di un centro urbano romano preesistente nella pianura del Vomano denominato Castellum Vetus e prende il nome di “Casulae”, perché probabilmente a seguito delle invasioni barbariche, solo la parte in collina dove c’erano delle casupole o casette era ancora abitabile.
L’evoluzione socio – economica fra il Medioevo e l’Età Moderna dipingono l’urbanistica di questo borgo, legata a una fiorente agricoltura (si coltivano grano, lino e riso nella parte più pianeggiante), ad una attività di caccia e pesca (caccia alle anatre e alle oche, pesca delle anguille) e in misura minore all’artigianato locale; proprio per questo motivo l’agglomerato urbano attuale ha uno sviluppo sparso e irregolare, con un borgo storico, edificato per motivi strategici ed economicamente legato all’artigianato e al piccolo commercio delle botteghe, a cui si vanno ad aggiungere sempre più dopo l’anno Mille una serie di contrade e frazioni, con funzioni agricole con antichi toponimi, come ad esempio: Cavallomorto, Fontanelle, Sanguineto e Reggio.
Come risulta da una bolla pontificia di Alessandro II, nel 1176 Casoli faceva parte dei possedimenti del Monastero di S. Giovanni in Venere.
Nel 1252 il suo territorio viene assegnato da Papa Innocenzo IV alla neonata diocesi di Atri unita a quella di Penne (Nel 1949 diventerà territorio della Diocesi di Teramo – Atri).
Documenti del 1300 citano le località di Castellum Vetus e Casulae, la prima come quasi del tutto abbandonata e la seconda come fiorente e popolosa.
Casoli ha dato il nome ad una delle Ottave in cui era diviso il territorio di Atrii. Anche una delle dieci porte della città di Atri si chiamava Casoli