martedì 23 ottobre 2018

La Storia siamo noi

PERICLE, DISCORSO AGLI ATENIESI, 431 A.C.

Qui ad Atene noi facciamo così.
Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo viene chiamato democrazia.
Qui ad Atene noi facciamo così.
Le leggi qui assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro dispute private, ma noi non ignoriamo mai i meriti dell’eccellenza. Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà, a preferenza di altri, chiamato a servire lo Stato, ma non come un atto di privilegio, come una ricompensa al merito, e la povertà non costituisce un impedimento.
Qui ad Atene noi facciamo così.
La libertà di cui godiamo si estende anche alla vita quotidiana; noi non siamo sospettosi l’uno dell’altro e non infastidiamo mai il nostro prossimo se al nostro prossimo piace vivere a modo suo. Noi siamo liberi, liberi di vivere proprio come ci piace e tuttavia siamo sempre pronti a fronteggiare qualsiasi pericolo. Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private, ma soprattutto non si occupa dei pubblici affari per risolvere le sue questioni private.
Qui ad Atene noi facciamo così.
Ci è stato insegnato di rispettare i magistrati, e ci è stato insegnato anche di rispettare le leggi e di non dimenticare mai che dobbiamo proteggere coloro che ricevono offesa. E ci è stato anche insegnato di rispettare quelle leggi non scritte che risiedono nell’universale sentimento di ciò che è giusto e di ciò che è buon senso.
Qui ad Atene noi facciamo così.
Un uomo che non si interessa allo Stato noi non lo consideriamo innocuo, ma inutile; e benchè in pochi siano in grado di dare vita ad una politica, beh tutti qui ad Atene siamo in grado di giudicarla. Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della democrazia. Noi crediamo che la felicità sia il frutto della libertà, ma la libertà sia solo il frutto del valore. Insomma, io proclamo che Atene è la scuola dell’Ellade e che ogni ateniese cresce sviluppando in sé una felice versalità, la fiducia in se stesso, la prontezza a fronteggiare qualsiasi situazione ed è per questo che la nostra città è aperta al mondo e noi non cacciamo mai uno straniero.
Qui ad Atene noi facciamo così.


domenica 21 ottobre 2018

#Edito: dilettanti allo sbaraglio.

#Edito: dilettanti allo sbaraglio.
La mia fiducia personale, nella classe politica italiana, sfiora lo #zero assoluto.
I vecchi marpioni - ladri e inetti - messi da parte da un popolo stanco di essere derubato, sono stati sostituiti da della gente che non ha la minima preparazione per i ruoli assunti. Si passa da disoccupati cronici a ministri. Detto quanto sopra, con una stampa cinica e mercenaria, non si poteva che ottenere che un pubblico ignobile; che pensa solo ai suoi interessi personali.
Giuseppe Conte si è assunto un onere ( e un onore ) troppo al di sopra delle sue qualità professorali. La politica è un'altra cosa.
Ho la sensazione, netta, che questi dilettanti ci porteranno dritti all'Amministrazione Controllata e poi, al fallimento.
G.R.


I giorni degli sciacalli

I giorni degli sciacalli.
Mentre #Giggino parlava alla sua gente, in una stazione ferroviaria abbandonata, #Er Bullo evocava scenari catastrofici tra gli scroscianti applausi dei suoi fidi Clientes. In un pomeriggio di sana follia, il Fondatore del Movimento, replicava a vista. Ma senza la grinta necessaria.
Forse, il Circo Massimo, ricorda ben altre tragedie e le continue lotte di Potere.
Assistiamo, basiti, a questa commedia tutta italiana.
G.R.


Ma dove andate, così affannati?

Ma dove andate, così affannati?
- Perché in queste strade c'è la polvere; ed è una polvere da cui non cresce nulla. Una cultura senza radici. Ecco, dappertutto, la furia cieca di un popolo perso e senza speranza alla ricerca affannosa di una pace che non potrà mai  raggiungere. E c'è una ragazza ingannata dall'idea che felici fossero quelli che si affannavano e voleva essere come loro.
G.R.



sabato 20 ottobre 2018

Intelligenze artificiali

#Intelligenzeartificiali.
- Le #notifiche che arrivano sugli #smartphone sono tutte gestite da queste intelligenze #artefatte che pretendono di sapere cosa ci piace o meno e che tipo di interessi abbiamo. Assistiamo, #inermi, a quanto accade intorno a noi. Senza nemmeno intuire che, non essendoci più #emozioni, il dispositivo diventa un orpello del tutto inutile e, senza che ce ne rendiamo conto, distrugge ogni parvenza di umanità. - Con la scomparsa dei sentimenti, delle emozioni, il tutto si traduce in una mera, fredda, razionale, inutile perdita di tempo. Ecco dunque che, razionalizzando che quelle notifiche non servono a niente, le disattiviamo.
Restando più isolati che mai da un mondo che va per conto suo, A nostra insaputa. Manca quel #calore umano che, una volta perduto, non si ritrova più.
Salire su un'auto, che si guida da sola, non provoca nessuna reazione. Restiamo inerti, basiti e, spesso, annoiati.
C'è stato un tempo, non molto lontano, dove la tecnologia era #buona. Ci risolveva problemi immensi. Da qualche anno, invece, le tecnologie sono diventate cattive, invadenti, prive di ogni rispetto per l'essere umano. Non più visto come un cliente - utente ma come una pecora allo stazzo.
I cinesi, al solito, hanno presentato il MATE PRO 20 che possiede una intelligenza tale da rendere anche inutile il tuo intervento. Che tutti i dati finiscano nei Server cinesi, o americani, coreani, non importa a nessuno.
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Le statistiche dicono che dal 2001, al 2018, le persone che vanno in moto sono diminuite del 41%. Quelli che vanno in bici, invece, solo del 10%.
Che significa? che gli umani si stanno trasformando in alieni a tutto ciò che comporta un minimo impegno o un rischio.
#Standardizzati: vestiti tutti allo stesso modo, tutti con la barba, il finto Rolex, le finte Hogan, i finti occhiali Gucci. 
La corsa all'iPhone XR la dice lunga in merito.
Mia moglie mi dice che ho un problema: - sei l'ultimo essere umano.
Spariti gli Apaches, spariremo presto anche noi.
Ma, certamente, non avremo nessun rimpianto.
G.R.


venerdì 19 ottobre 2018

Oltre le apparenze...

- Oltre le apparenze...
“Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra, c'è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti.
 Ma non è facile starci tranquillo.” 
Cesare Pavese
Mi sono riletto, per l'ennesima volta, La "Luna e i falò" del grande scrittore piemontese e, dopo, mi è venuta una grande nostalgia per un passato che non può tornare. Un passato che mi ha lasciato dentro un'amarezza infinita per quello che poteva essere e non sono stato in grado di gestire. Lasciando che, persone insulse, mi rovinassero l'esistenza.
Sapevo, ho sempre saputo, che nessuno è Profeta in patria e che, indietro, non si può mai tornare. Ad ogni costo.
Da #cittadino del mondo non puoi andare a rifugiarti tra gente che non ti appartiene più. Che non significa niente per te. Che vivono le loro esistenze come i famigerati #Miserabili di L. Tolstoy. Anche peggio.
Per questa gente non contano niente i sentimenti come l'amicizia, l'amore, il rispetto, la gratitudine. Guardano solo all'interesse immediato. Pragmatici, sino allo sfinimento, conti qualcosa solo se hanno un interesse materiale o sessuale.
Se puoi, o meno, essere un #clientes o un fido #elettore.
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Oggi, il mondo, è precipitato in un groviglio convulso di insane apparenze che porta qualcuno a progettare anche una luna artificiale. Chi, se non i cinesi, potevano pensare anche a questo insano gesto? - Loro mangiano cani e gatti con assoluta indifferenza. Figuriamoci se si fanno scrupoli.
Eppure qualcosa mi dice che non può finire così.
Un Nuovo Governo, di gente assolutamente inadeguata, ci sta spingendo verso nuove povertà che riporteranno a galla i mali endemici.
Di fronte a questo collasso vedremo chi sarà in grado di sopravvivere. Sarà come una guerra:- la selezione sarà durissima e i morti si conteranno a milioni.
I superstiti, pochi, ritroveranno forse il gusto di dare un senso alle loro vite.
Sarà un Nuovo inizio.
Quello promesso sulla Croce.
G.R.


Un professore tra tanti asini


Un uomo serio e preparato; contornato da gente assolutamente inadeguata.
Potrà, da solo, salvare questo Paese?